• Home
  • Collegio sindacale
  • Vigilanza
  • Crisi d'impresa: illiquidità reversibile o insolvenza?

Crisi d'impresa: illiquidità reversibile o insolvenza?

Nei periodi di crisi si deve distinguere se l'impresa versi in uno stato di illiquidità temporaneo e reversibile oppure sia insolvente perché lo stato di illiquidità sia ormai irreversibile e rientri nel caso previsto dall'art. 5 della Legge Fallimentare.

Per valutare lo stato di crisi si deve fare riferimento a:

  1. informazioni di natura qualitativa, (perdita di concessione, di determinati fornitori, di quote di mercato importanti), con un approfondito esame dei piani d’azione futura e dei relativi flussi economici-finanziari previsionali;
  2. informazioni di natura quantitativa intese non solo come dati di bilancio, ma anche informazioni capaci di verificare la dimensione finanziaria sia attuale che futura, attraverso il riferimento ai cash flow, anche attesi, che tengano conto anche alle obbligazioni non ancora assunte, ma rientranti nella normale attività dell’impresa.

Linee guida del CNDCEC su "Informativa e valutazione nella crisi d'impresa" suggeriscono di fare riferimento alle seguenti regole:

 Il principio di revisione (Isa Italia) numero 570 relativo alla continuità aziendale;

 Il principio 11 delle norme di comportamento del Collegio sindacale di società non quotate del Cndcec;

 l’Oic 6 relativa alla ristrutturazione del debito e informativa di bilancio.

StampaEmail