La parte qualitativa del Business Plan

Il Business Plan non è solo un insieme di numeri e grafici (ovviamente) ma, quella più importante è la sua parte qualitativa, in cui si esplicita il ragionamento che ha portato a prevedere quei risultati e non altri.

Nella parte qualitativa l’imprenditore descrive:

  • lo SCENARIO dell’ambiente socio-politico, tecnologico, del mercato e della concorrenza in cui si troverà ad operare nei prossimi 5-10 anni, secondo le sue previsioni;
  • i fattori che hanno determinato il proprio successo e quali sono quelli che gli consentiranno di mantenere una posizione competitiva sul mercato (FATTORI CRITICI DI SUCCESSO);
  • il suo Posizionamento Strategico Desiderato, cioè, rispetto alla sua storia passata (cioè il motivo perché esiste), in che business (cioè in quale area di attività) si desidera operare (dove) e chi si vuole diventare (MISSION E VISION);
  • I suoi Punti di Forza e di Debolezza con i quali affronterà le Opportunità e le Minacce dell’ambiente esterno (analisi SWOT);
  • gli OBIETTIVI che si è posto per raggiungere il Posizionamento Strategico Desiderato, non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi, ad esempio la soddisfazione del cliente;

Sulla base degli obiettivi, si definiscono le AZIONI DA COMPIERE per il loro raggiungimento (Piano Strategico)

cioè quelle AZIONI DI GESTIONE OPERATIVA che gli consentiranno di raggiungere il Posizionamento Strategico Desiderato.

Una volta definita la strategia, è di fondamentale importa individuare un SISTEMA DI MISURAZIONE, tramite adeguati indicatori (KPI – Key Performance Indicator), per controllare continuamente (per stadi di avanzamento) che le azioni stiano portando verso gli obiettivi desiderati (Monitoraggio Continuo).

Il confronto delle misurazioni nel tempo fornisce indicazioni precise dei cambiamenti realizzati. Nel caso gli indicatori mostrino un trend non coerente con gli obiettivi desiderati, potranno essere apportate le necessarie azioni correttive.

Nella parte quantitativa l’imprenditore indica:

  • le somme da destinare agli investimenti, per raggiungere quegli obiettivi;
  • i risultati economico-finanziari attesi.

Se le considerazioni dell’imprenditore riportate nella parte qualitativa del BP saranno condivise dagli stakeholder (le banche che devono concedergli i finanziamenti, i fondi di investimento e altri acquirenti dell’azienda, i possibili soci di capitale che devono sottoscrivere le quote in un portale di equity crowdfunding o i minibond, i committenti che devono scegliere i propri terzisti, i creditori che devono approvare un piano di risanamento, ecc.) il Business Plan risulterà credibile.

La qualità di un Business Plan dipende da una chiara definizione di “cosa si pensa di dover fare”. Dalle azioni e dai processi indicati dipende la “credibilità” di un Business Plan, e questo lo si può fare chiedendosi “cosa vogliono i miei clienti?” “quali sono le loro esigenze da soddisfare?” Questi due semplici interrogativi sono fondamentali. Dalle risposte date infatti dipendono la credibilità dei ricavi di un BP e dei costi che si pensa di dover sostenere.

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